LA BATTAGLIA DEL SENTINO
Storia & Cultura Locale

LA BATTAGLIA DEL SENTINO

Mar 17, 2025

Nelle nostre zone non ci sono mai stati particolari scontri militari di notevole rilevanza, per via di ragioni geografiche e politiche. Anche se la battaglia del Sentino o guerra delle nazioni fu proprio un evento molto importante per la storia di Roma e dell’Italia che si verificò a un passo da Fabriano, a Sassoferrato.

Ma prima di parlare della battaglia dobbiamo capire il contesto in cui ci troviamo.

UN CENTRO ITALIA DIVISO

Tra il quarto e il terzo secolo a.C il centro e gran parte del sud Italia era diviso tra più popolazioni italiche, le principali potenze erano gli Etruschi (stanziati nell’attuale Toscana, parte ovest dell’Umbria e nord del Lazio), Romani ( nel centro e sud del Lazio) e i Sanniti (presenti nel sud dell’Abruzzo, Molise e in una buona parte della Campania). Altre popolazioni erano gli Umbri (in Umbria), i Piceni e i Senoni, questi ultimi due si spartivano le Marche.

LE CARATTERISTICHE DELLE TRE POTENZE

Tra i popoli citati il più all’avanguardia erano gli Etruschi, più antichi persino della civiltà romana e sicuramente con più estensione, erano una civiltà già ben sviluppata e sicuramente più complessa di altre popolazioni del tempo.

 I romani invece erano passati da una società di semplici allevatori a uno stato con una solida politica e amministrazione che gli permettevano una facile espansione militare, infatti inglobarono le altre popolazioni del Lazio e prima della battaglia del Sentino Roma si era già scontrata più volte sia con gli Etruschi e con i Sanniti (prima e seconda guerra sannitica).

Mentre i Sanniti erano per così dire una proto confederazione formata da più popoli con caratteristiche simili, i cui abitanti basavano molto la loro economia sull’allevamento. Anche se la loro caratteristica principale era il potente esercito, formato da valorosi combattenti, che nel campo di battaglia attuava delle strategie militari innovative. Gli stessi romani ricorderanno sempre questo popolo come un valoroso popolo di abili guerrieri.

IL GIÀ FRAGILE EQUILIBRIO CROLLA

Nel corso del quarto secolo a.C, come abbiamo detto, i sanniti e romani si affrontarono nella prima e seconda guerre sannitiche, vinte entrambe dai romani (anche se i sanniti misero più volte in difficoltà i romani), perciò all’inizio del terzo secolo dopo questi scontri c’era decisamente tensione tra i due popoli, ma comunque erano in pace. Ma nel 289 a.C dopo varie incursioni sannitiche nel territorio dei Lucani questi ultimi decisero di mandare un ambasciatore a Roma, per chiedere aiuto nella guerra contro i sanniti. I romani accettarono la proposta e perciò rientrarono in guerra con il loro “nemesi”. Inizia la terza guerra sannitica.

NASCE A COALIZIONE

I sanniti vista la situazione decisero di non combattere i romani con solo le loro forze, ma inviarono più messaggeri agli etruschi per proporre un’alleanza contro Roma, ovviamente gli etruschi accettarono visto che le ultime espansioni romane avevano causato a loro non pochi problemi. Oltre a Etruschi e Sanniti si aggiunsero i Senoni (anche loro con relazioni negative con i romani) e gli Umbri.

Vedendo nascere questa coalizione i romani decisero di fortificare le loro relazioni con i Piceni i quali avevano un rapporto più stretto con i romani. L’obiettivo di Roma era allearsi con i Piceni per avere un supporto nello scontro imminente.

Nel mentre, per una maggiore organizzazione l’intero esercito anti-romani si riunisce a Sentino, cioè la nostra Sassoferrato.

LO SCONTRO

L’esercito romano, guidato da Decio Mure, viene fatto spostare anche lui a Sentino, per cercare di fermare la coalizione con una battaglia. Gli eserciti si stanziarono a poche miglia di distanza ‘uno dall’altro, grazie a questa vicinanza i romani riuscirono a intercettare tramite dei disertori della coalizione il piano del nemico, lo schema prevede che Sanniti e Senoni avrebbero dovuto occupare i romani nello scontro diretto, mentre gli Etruschi e gli Umbri avrebbero attaccato alle spalle i romani, distruggendo gli accampamenti nelle retrovie. Percepito il pericolo, i romani escogitano un piano per deviare truppe nemiche dal campo di battaglia, che consisteva nel mandare dei messaggeri a Roma per spronare alcune legioni a marciare verso la città di Chiusi (al centro dell’Etruria), facendo preoccupare gli Etruschi e costringendoli ad abbandonare Sentino. Il piano a Roma venne ben accolto dai consoli, misero in marcia le legioni che iniziano a distruggere e saccheggiare il territorio etrusco. Come sperato sia gli etruschi abbandonano le posizioni di Sentino e con loro anche il popolo umbro si ritirò.

Sul campo rimangono sono sanniti e senoni che si preparano ugualmente per lo scontro diretto.

Oltre al contingente di Decio Mure si aggiunse un altro contingente romano, quello di Fabio Rulliano, entrambi i gruppi armati erano forniti di cavalleria. 

Lo scontro proseguì in 2 fasi, la prima fase dello scontro vide Mure affrontare i Senoni, nonostante l’impeto dei legionari e della cavalleria romana i galli tenerono botta, addirittura la cavalleria nemica riuscì a mettere in seria difficoltà i romani. Anche se con lo scorrere del tempo i romani riuscirono a ripristinare un equilibrio e non cadere di fronte al nemico.

Allo stesso tempo Rulliano decise di attaccare i Sanniti, applicando una strategia cauta, ovvero avanzare a passo lento verso il nemico per non rompere i ranghi e non stancarsi prima del dovuto, la strategia funzionò decisamente bene, i sanniti sono più stanchi e affaticati, rompono i ranghi e soccombono ai romani. Rulliano ormai battuti i sanniti muove le sue forze verso i galli senoni che finalmente cadono.

CONCLUSIONE

È chiaro che la battaglia anche se con difficoltà è stata vinta dai romani, la battaglia del Sentino, detta anche guerra delle nazioni (perché varie nazioni scelsero di sfidare i romani), segnò la conferma della superiorità militare romana su tutta la penisola, al termine della terza guerra sannitica 290 a.C Roma diventò ufficialmente lo stato più solido d’Italia.

Tutt’oggi a Sassoferrato è possibili vedere i resti degli insediamenti romani e dei resti della battaglia.

Fabio Pittori

SITOGRAFIA

Scripta Manet – Roberto Trizio

Wikipedia

Romanoimpero